AIOHN sul territorio: grande successo a Rieti per l'Open Nursing Week
Dott.ssa VICTORIA FERRUA (Presidente AIOHN — Dottoressa in Scienze Infermieristiche, RSPP, Master INAIL HSE, Premio AIFOS 2020) e del Dott. Francesco Russo (Consiglio Direttivo AIOHN — Lead Auditor ISO 9001 e ISO 45001, Formatore qualificato D.Lgs. 81/08, Responsabile Del Personale RSA).
14 maggio 2026
Sabato 11 maggio 2026 ho partecipato, su invito del nostro socio Prof. Davide Bartoli, all’evento Open Nursing Week organizzato presso il Palazzo San Giorgio di Rieti. L’evento è stato promosso dal Dipartimento Interdisciplinare Benessere, Salute e Sostenibilità Ambientale (BeSSA) di Sapienza Università di Roma, in collaborazione con OPI Rieti e ASL Rieti, con la partecipazione di ospiti di rilievo dell’Università Tor Vergata di Roma.
Un campus che trasforma la formazione in pratica
Il Prof. Marco Di Muzio e il Prof. Davide Bartoli — ricercatori di fama internazionale — hanno ideato e curato una giornata dedicata all’evoluzione della professione infermieristica, con un focus concreto su innovazione, ricerca e sviluppo territoriale.
L’idea di fondo è potente: un campus a Rieti pensato non solo come luogo di formazione, ma come spazio vivo dove trasformare progetti in pratica quotidiana. Un territorio fertile, accogliente, orientato al benessere delle comunità.
Un esempio virtuoso da replicare in tutta Italia.
I temi al centro del confronto
La mattinata si è aperta con i saluti istituzionali del Sindaco di Rieti, del Direttore Generale ASL, della Presidente della Provincia e delle autorità accademiche di Sapienza. Subito dopo, le sessioni scientifiche.
Ho particolarmente apprezzato la Sessione II “Nuove traiettorie della ricerca infermieristica”, moderata dal Prof. Di Muzio e dal Prof. Bartoli, e l’intervento della Prof.ssa Rosaria Alvaro sulla pianificazione della formazione universitaria e sulle competenze avanzate nelle cure primarie.
Un contributo autorevole che ha sottolineato con forza la necessità di una sinergia più stretta tra Università e SSN — con percorsi formativi strutturati fino al Dottorato di Ricerca in Infermieristica.
La ricerca infermieristica italiana: un’analisi che fa riflettere
Uno dei momenti più illuminanti è stata la presentazione di Azzurra Massimi ed Erika Renzi sull’evoluzione della ricerca infermieristica in Italia. Attraverso un rigoroso lavoro di Science Mapping (bibliometria e analisi di reti), le relatrici hanno mappato oltre 3.300 pubblicazioni indicizzate su Web of Science (aggiornate al 5 maggio 2026), ridotte a 3.123 dopo screening accurato.
I dati emersi sono di grande rilevanza strategica:
- Rete internazionale attiva — l’Italia dialoga con Canada, Pennsylvania (USA), Finlandia, Olanda, Svizzera e Spagna;
- Keywords dominanti — qualitative research, palliative care, elderly, burnout, patient safety, quality of life, missed nursing care, dementia, mental health;
- Trend in crescita — forte impulso su Technology (telemedicina, AI, electronic health records) e Management, con nuovi cluster su cure critiche, anziani e cure palliative;
- Co-occurrence Network Analysis — cluster tematici chiari su Critical Care, Elderly and Palliative Care, Management, Mental Health e affidabilità delle misurazioni.
Questa analisi non è solo descrittiva. Dimostra che la ricerca infermieristica italiana è matura, interdisciplinare e sempre più influente a livello globale.
Leadership internazionale: l’Italia non è periferica
Il Prof. Gianluca Pucciarelli ha illustrato le prospettive internazionali della ricerca cardiovascolare e il ruolo crescente degli infermieri italiani nei board internazionali — come ACNAP. Il messaggio è stato diretto: collaborare a livello globale significa scambiare conoscenze, condurre studi multicentrici più potenti, armonizzare gli standard di cura.
La ricerca infermieristica italiana non è ai margini. Contribuisce attivamente alla scienza mondiale.

Il Dottorato in Infermieristica: una leva di eccellenza
Il dottorato è emerso come strumento strategico per l’intera professione — il livello più alto di formazione per sviluppare:
- Competenze cliniche avanzate — valutazione esperta, clinical reasoning, pratica basata su evidenze, Advanced Practice Nursing;
- Competenze gestionali — leadership trasformativa, gestione per processi, policy sanitaria, quality improvement, interprofessionalità;
- Competenze di ricerca — identificare gap, progettare studi, raccogliere e analizzare dati, disseminare risultati.
Solo attraverso una ricerca sistematica di alto livello è possibile affrontare la complessità assistenziale, generare innovazione applicabile e garantire una formazione universitaria di qualità.
Il dottorato eleva lo status professionale, migliora gli esiti dei pazienti e forma le nuove generazioni di infermieri pronti alle sfide future.

Il territorio reatino: un modello di sanità di prossimità
La Dott.ssa Agnese Barsacchi ha presentato il modello di sanità centrato sulla prossimità, sulla proattività e sull’integrazione dei servizi — con la casa come primo luogo di cura. La ASL Rieti sta realizzando una vera reingegnerizzazione dell’Assistenza Domiciliare Integrata:
- Centrale Unica di coordinamento ADI e Centrale di Ascolto Infermieristica — Telenursing;
- Rete delle Cure Infermieristiche (Assistenza Domiciliare, IFEC, Telenursing, Degenza infermieristica, Ambulatori infermieristici generalisti e specialistici);
- Progetto TOBIA — Rete HUB-SPOKE per la presa in carico delle disabilità complesse: un vero “Ospedale Virtuale” sul territorio.
L’infermiere è figura centrale e insostituibile: coordinatore di percorsi, erogatore di cure avanzate a domicilio, ponte tra ospedale e territorio.

Infermieristica Occupazionale: l’anello mancante
La cura inizia dalla casa. Ma tra la casa e l’ospedale ci sono i luoghi di lavoro — dove la maggior parte delle persone trascorre gran parte della propria vita. Qui l’infermiere occupazionale (OHN) è l’altra chiave fondamentale per colmare il gap dell’invecchiamento attivo: quello che inizia molto prima della pensione.
Particolarmente significativi sono stati gli interventi dell’Ing. Nicola Nisticò e della Prof.ssa Francesca Angelini. In AIOHN sosteniamo con convinzione le competenze ingegneristiche fondamentali per il ruolo OHN — come il project management — e i nostri valori si fondano sull’Art. 32 della Costituzione, magistralmente illustrato dalla Prof.ssa Angelini.
L’infermiere occupazionale è essenziale per:
- Persone con disabilità in azienda e categorie protette;
- Rientri da lunghe malattie, infortuni e malattie professionali;
- Rientri da maternità/paternità e da trasferta;
- Persone sane che, attraverso l’educazione alla prevenzione, possono evitare o rallentare molte problematiche.
L’obiettivo è aumentare la qualità della vita — non solo la sua durata.
Non possiamo accontentarci di sopravvivere. Dobbiamo vivere bene, in salute e con dignità — dentro e fuori i luoghi di lavoro.
Grazie
Ringrazio di cuore il Prof. Davide Bartoli e il Prof. Marco Di Muzio per l’invito e per il lavoro straordinario che stanno portando avanti. La loro capacità di mettere insieme istituzioni, università e professionisti — valorizzando ricerca di alto livello, reti internazionali e modelli territoriali innovativi — è un esempio concreto di leadership infermieristica orientata al futuro.
AIOHN continuerà a sostenere queste iniziative con convinzione. Perché siamo certi che solo attraverso ricerca di qualità, formazione avanzata, collaborazioni internazionali, radicamento territoriale e infermieristica occupazionale possiamo far crescere la nostra professione — e migliorare davvero la salute delle comunità, dentro e fuori i luoghi di cura.
Prossimo appuntamento: portiamo l’esperienza, i dati e le visioni di Rieti nelle altre realtà territoriali italiane.
Dott.ssa Victoria Ferrua Presidente AIOHN — Associazione Italiana Occupational Health Nursing
Dott. Francesco Russo (Consiglio Direttivo AIOHN — Lead Auditor ISO 9001 e ISO 45001, Formatore qualificato D.Lgs. 81/08, Responsabile Del Personale RSA)
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